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Gli Angeli senza Ali

nadiaQuando ho scoperto di avere il cancro stavo attraversando un periodo difficile della mia vita, il mio matrimonio era in crisi e le mie forze erano concentrate nel cercare di recuperare e capire gli errori fatti. Non avevo quindi la lucidità di pensare alla gravità della notizia né la voglia di reagire e, per un attimo, ho pensato di lasciarmi andare…

Poi, un giorno, ho guardato mia figlia, nella sua pancia stava crescendo una meravigliosa creatura, con gli occhi pieni di lacrime ho pensato che non potevo darle questo dolore, no, io avevo sempre cercato di risparmiarle i dispiaceri e, anche questa volta, dovevo almeno tentare e combattere.

Da quel giorno ho iniziato il mio percorso: operazione, chemioterapia, tutto ciò senza nascondermi, senza sentirmi diversa. Accanto a me cinque angeli senza ali che non mi hanno mai lasciato sola, mi hanno coccolato, hanno ascoltato i miei sfoghi, le mie paure, mi hanno incitato a mettercela tutta sempre e comunque.

Insieme a loro ho percorso e sto percorrendo questa strada impervia e spero un giorno di voltarmi e pensare a questo come un periodo difficile ma costruttivo perché da esso ho imparato tanto ma soprattutto ho imparato a sorridere alla vita meravigliosa che talvolta ci presenta un conto salato ma noi lo pagheremo e guarderemo oltre.

A loro e a tutte le persone DIVERSAMENTE SANE come me, che ho avuto il piacere di conoscere e con le quali mi posso confrontare nella quotidianità mettendo a nudo le mie angosce, voglio dire Grazie!

Spero di riuscire a dare loro anche solo una piccola parte di ciò che ricevo, comunque vada e qualunque sia il mio destino.

 

Nadia

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La prima volta

KatiaNella vita aspettiamo sempre la prima volta, la prima parola, i primi passi, il primo Bacio, il primo fidanzato, tutto ciò che è una conquista, è una grande soddisfazione…è vita!!!

Poi a volte arrivano quelle prime volte che non vuoi, non le hai chieste, non sai cosa farne e non sapresti come gestirle e la comunicazione di una diagnosi di "cancro" è una di queste.

Io ricordo quel giorno come fosse oggi. Non potrò mai dimenticare una simile sensazione di impotenza, un buco nero in cui non riesci a farti spazio, non c'è più battito del cuore, non c'è più respiro…solo silenzio!!!!

L'unico segno che sei viva è il calore che senti delle lacrime, tante, ci sono ci saranno sempre, e poi un unico immenso pensiero: mia figlia…panico, mi sono detta "chi si occuperà di lei"? Poi ad un tratto mi sono girata e ho visto mio marito e la mia meravigliosa bimba di quasi cinque anni e ho capito che dovevo reagire, ricostruire me stessa perché loro se lo meritano…e come per magia mi sono guardata intorno e ho trovato anche la mia famiglia e i miei amici che mi sostengono ogni giorno e ho pensato "porca miseria io sono viva"!!!

E allora voglio vivere al meglio tutto il tempo che da ora in poi avrò a disposizione.

Tutto si può trasformare in opportunità, e io vivrò così d'ora in avanti, dando agli altri ciò che può fare bene e che di riflesso farà bene anche a me.

In questo cammino ho incontrato tanta bella gente, altri pazienti, medici e infermieri fantastici, e di questo ringrazio infinitamente il cielo perché senza di loro non ci sarebbe guarigione fisica e mentale.

Vivo con la consapevolezza che niente sarà come prima, ma non per forza deve essere peggio e soprattutto vorrei che mia figlia cresca con l'insegnamento che la vita è bella e che nonostante le difficoltà bisogna lottare,amare comunque e sorridere sempre.

Io sono Katia, carcinoma infiltrante al seno e questa è la mia storia.

 

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Io…e il Cancro

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Ciao, mi chiamo Trotta Clemente, abito a Porto Azzurro e bene o male mi conoscono tutti per il lavoro che faccio: il rappresentante.

Lavori, fai dei programmi e poi ti arriva questo uragano. Sì perché ti devasta e a me non ha portato nessun rispetto e non ha risparmiato niente.

Il peggiore tumore:  carcinoma polmonare e metastasi osee. Femore e omero.


Un sabato scopri il tutto e il lunedi sei gia a Firenze, Careggi, visita privata nel pomeriggio, nel posto migliore d’Europa, e il venerdi biopsia d'urgenza in day hospital…e poi visita, analisi, tac e pet, tutto sommato alle biopsia spese di viaggio.

Poi arrivano le risposte delle analisi e tutto rimane come era già nell’aria: operazione al femore urgente – quello che è rimasto – e poi chemioterapia.

La cosa positiva è che il tumore si è fermato. Così mi ha detto la Dottoressa Tomei. Proprio da Firenze contattammo Portoferraio per la chemioterapia e tutte le cure da seguire.

Arrivi lì, al quarto piano, scopri questo reparto e rimani allibito. Quanta gente! Non pensavi tutto questo…“traffico”. Conosci questi angeli: Maria Assunta, Lauretta, Raffaella, Roberto e infine conosci la Dottoressa Tomei, che sembra una ragazzina, invece ha esperienza e cultura in materia ed è sempre disponibile, a tutte le ore.

È un anno circa, non si lavora…ma il mio socio d’azienda mi ha comunque riconosciuto provvigioni restando a casa.

Sempre a casa con la moglie, sempre presente, e le mie figlie.

Adesso mi sono operato all’omero e posso camminare con una stampella. I dolori ci sono ma sempre meno. Nonostante tutto sono sempre qui, ottimista. Ogni tanto faccio un pianto e poi riparto carico, con mia moglie, le mie figlie e infine mia nipote.

 

Clemente

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Incontri meravigliosi

Una mattina di agosto in Ospedale fullsizeoutput_1193incontro Edy, io a donare il sangue lei a fare le sue terapie.

Parliamo della sua malattia e di quello che lei e altre Signore nella sua condizione vorrebbero fare: aiutare e aiutarsi a vicenda! Ma per riuscirci devono farsi conoscere.

Io sto organizzando con l’Avis di Porto Azzurro la "Corri Umberto" e le propongo di partecipare con il suo nuovo gruppo "Diversamente Sani". Edy è entusiasta, mi fa conoscere le altre Signore ed è subito feeling

Facciamo la "Corri Umberto" ed è un successo, per noi ma anche per loro! UMBERTO non c'è più, ma loro sono qui e combattono tutti i giorni e VINCONO…ma soprattutto, nonostante le difficoltà, RIDONO!

 

Gisella

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Trasformare il veleno in medicina

14642373_1508752005818164_4314780450291152951_nDopo essermi stato diagnosticato un carcinoma infiltrante, ho cercato di riprendere in mano la mia vita ma non ci sono riuscita: la quotidianità ha preso il sopravvento. Quando poi,dopo poco tempo, mi hanno rivelato la presenza di metastasi, ho deciso che era il momento di dare la svolta decisiva: ora o mai più, dovevo pormi degli obiettivi per migliorare il mio stato di malato oncologico e sopportare al meglio le terapie a cui dovevo sottopormi per la seconda volta.

Trovare la strada da percorrere non è stato facile… Poi però ho capito che condividere paure e piccole vittorie con gli altri era il segreto per farcela. Durante la mia salita, che poi è quella di molti altri compagni di viaggio, ho ritrovato la mia risata, la mia positività ed ho deciso di condividerla con gli altri, perché ridere, nonostante tutto, non è indice di superficialità ma è la possibilità di scegliere come affrontare le difficoltà ed IO HO SCELTO DI RIDERE.
 

Edy