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A piedi nudi contro Il Mostro

piedi-nudi-spiaggiaLa mia perdita di capelli è stata scioccante: come tutti i giorni andai a fare tranquillamente la doccia, misi lo shampoo in testa e iniziai a lavarmi i capelli ma venivano via a manate.

Iniziai a urlare come una pazza, corse subito il mio ex marito con i miei figli…lui mi disse che nn ci sarebbe stato nessun problema! Prese il rasoio e iniziò il mio nuovo taglio a zero.

I miei figli mi dissero di mettermi un cappello perchè loro non mi volevano vedere senza capelli e così feci.

La cosa piu brutta però è stata per i miei genitori che proprio quel giorno erano a pranzo da me. Mio babbo si commosse molto e mia mamma lo consolava dicendogli che poi sarebbero ricresciuti più belli di prima.

 A me la perdita dei capelli non è mai interessata perchè pensavo solo a guarire da questo mostro!

 

Brunella

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Perdere i capelli? Io sto combattendo

idratazioneMi è stato chiesto di spiegare la mia sensazione nel perdere i capelli, ma io non l'ho vissuto come un trauma, ho sempre pensato che la mia priorità in tutto questo percorso fosse un'altra: combattere il cancro!

I capelli ricresceranno e magari anche più belli, non voglio parrucche e chi non vuole vedermi così…beh si giri dall'altra parte!

Poi un'amica che ha fatto lo stesso percorso un giorno mi disse <<chissà, magari poi ti rendi conto che hai un bel cranio e che ti piace pure>> e così è stato: io il mio cranio nudo mai l'avevo visto.

Devo dire che il consiglio di rasarli al primo accenno di caduta è servito ad attutire il trauma che, del resto, è durato il tempo di una doccia….

 

Katia

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Finale di “Uno scatto per la ricerca”

3229436L'Elba è in finale aL concorso "Uno scatto per la ricerca" con gli scatti del fotografo elbano Paolo Calcara, componente del collettivo fotografico Isosei.

Il concorso è stato indetto dalla Fondazione Arco che si occupa di sostenere la Ricerca in Oncologia e l’assistenza ai pazienti. La foto di Paolo Calcara selezionata è parte di un progetto sull'oggi di Edy Papi con il titolo "L'Inverno si trasforma sempre in primavera", nato per sensibilizzare riguardo alle difficoltà dei malati oncologici con un particolare occhio di riguardo verso l'Isola d'Elba che, più di altre zone si trova a fare i conti con i limiti non solo della sanità ma anche della sua particolare territorialità.


Con una selezione di foto di questo bellissimo progetto – fanno sapere dal collettivo – è stato realizzato un calendario con la vendita del quale si raccoglieranno fondi per l'Associazione DIVERSAMENTE SANI nata sotto l'ala dell'Associazione cure palliative ONLUS.

Chiediamo a tutti coloro che saranno a Pisa venerdì 2 dicembre di recarsi al Teatro Lux in Piazza Santa Caterina, dove dalle 18:30 sarà possibile votare la foto di Edy per far vincere l'isola d'Elba. yes

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La perdita dei capelli

cuffia-refrigerataLa perdita dei capelli è stata per me una delle cose che mi ha fatto più soffrire. Tanti tendono a sminuire questo aspetto, io invece mi sono sempre arrabbiata perché per me è stato un vero e proprio dolore.

Ricordo come se fosse oggi il momento della rasatura. Lo shock nello shock. Guardarsi allo specchio e prendere coscienza di quello che ti sta davvero succedendo. Si perché quando hai il cancro sei talmente "frastornata" che quasi non ti rendi conto di quello che sta realmente accadendo. Tutte le tue forze le devi impiegare per combattere, per far star il più possibile tranquilli i tuoi cari, per farti vedere forte.

Quel giorno io non lo dimenticherò mai. Quel giorno sono crollata. Ci ho sofferto tanto, è vero, però in ugual modo ho gioito quando a venti giorni dall'ultima chemio hanno ricominciato a crescere. Erano e sono tutt'ora bellissimi perché sono veri e perché sono miei!!!!

E questa gioia la può capire soltanto chi c'è passato.

 

Elena 

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Ritorno alla Bellezza

15241251_1559112260782138_477195294855113767_nEsiste una fase cruciale nel percorso di guarigione che accomuna quasi tutti i malati di cancro: la perdita dei capelli!

Coloro che si sono sottoposti a chemioterapia spesso si sono ritrovati davanti allo specchio a dover fare i conti con una nuova immagine di sè, che non lasciava scampo.

Ognuno reagisce in modo diverso: alcune di noi si sono rasate prima che i capelli si diradassero <<perchè siamo noi le padrone della nostra vita, non la malattia>>, altre hanno cercato di tutelare le persone che le circondano mantenendo un'immagine rassicurante e perciò indossando la parruca piuttosto di un cappello o di un fulard.

Domenica 4 dicembre alle ore 18:00 nella sala de La Gran Guardia ci sarà un incontro pubblico dal titolo "Ritorno alla Bellezza. Cure oncologiche e capelli: un aiuto concreto" a cura di Bruno Giusti, specialista in materia e autore dell'omonimo libro.

L'evento sarà aperto a tutti e sarà possibile intervenire con domande direttamente al relatore, inoltre chi vorrà potrà acquistare il libro di Bruno Giusti e così sosterrà l'associazione DIVERSAMENTE SANI e i suoi progetti.

 

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Sulla mia pelle

È quasi passato un anno da quando in seguito ad una mammografia di screening per i 50 anni e dopo ecografia e due biopsie, ho purtroppo scoperto di avere un carcinoma maligno.

16396412970_9679d23955_oIl giorno che ho risposto alla telefonata del Dottor Bardelli, il quale mi comunicava il risultato, è stato un trauma, anche perché ero in macchina con mia figlia; ho accostato sul lato della strada e non volevo farle capire il mio stato d'animo, ma non ce l'ho fatta perché mi è sceso un fiume di lacrime…da lì un'infinità di sensazioni, non sai più quale è la meno devastante, ma è sopraggiunta la RABBIA, quella rabbia positiva che ti permette di affrontare il maligno ed accettare la sfida.

 

Voglio dire grazie al Dott. Bardelli per la sua gentilezza, per la tranquillità che mi ha trasmesso spiegandomi con chiarezza cosa avrei dovuto affrontare; così che dopo tre giorni ero a Livorno per la prima visita e dopo una settimana sono stata operata.Circa un mese e mezzo dopo ho iniziato la chemioterapia per 12 settimane consecutive, poi 30 sedute di radioterapia. Dalla prima volta che ho varcato la soglia del quarto piano mi sono sentita protetta da delle persone veramente speciali: Laura, Maria Assunta, Raffaella, Roberto e la Dott.ssa Tomei.

Loro ti fanno sentire a pelle l'amore che hanno per il loro lavoro ed i loro pazienti.

Non ho mai avuto paura ed ho affrontato la terapia con tutte le mie forze nonostante gli effetti collaterali che essa comporta. Nel mio cammino ho incontrato persone stupende che combattono ogni giorno ed altre che purtroppo non ce l'hanno fatta nella loro battaglia, e sono orgogliosa di essere diventata una persona migliore. Oggi, in più, nel reparto di oncologia, posso contare anche sul magnifico gruppo di auto mutuo aiuto DIVERSAMENTE SANI, che unisce la forza di tutte queste persone per vincere il maligno!!!

Ringrazio la mia GRANDE FAMIGLIA che ho SCONVOLTO, ma che mi è stata sempre vicina, e ha sofferto quasi più di me cercando di non farmelo notare e dicendomi che ero io a dar loro la forza. Le mie amiche attuali e quelle d'infanzia, che appena hanno saputo, in punta di piedi si sono fatte avanti per incoraggiarmi, pronte ad aiutarmi. Ai miei vicini di casa. 

Grazie di cuore a tuttiheart

 

 

Cristina Barbadori

 

Photo by Angela Schiafmütze

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Vivere il reparto

Un giorno fu scritto che ci sono persone che donano per il gusto di donare perché il loro cuore è grande anche se nel loro cammino hanno incontrato il dolore e la sofferenza.

imageAlcuni di loro varcano le porte del corridoio del quarto piano in punta dei piedi, trascinando le gambe stanche, altri con voli da trapezisti.

L'attesa è lunga e logorante in quelle poltroncine azzurre, in un andirivieni di sorrisi tristi, ma ci sono braccia aperte che gli accolgono e ognuno di noi dona un po' di sé. Così si instaurano rapporti, le loro vittorie sono le nostre e spesso accade che la loro riconoscenza sia più grande del loro dolore, anche quando le loro speranze si sono spente.

Quando ci fecero sapere che era stata fatta una donazione per il reparto e ci chiesero per cosa avremmo voluto fossero utilizzati quei soldi, pensammo immediatamente alla cucina! La cucina come simbolo della famiglia, come luogo di ritrovo. Perché noi vogliamo che chi viene da noi si senta a casa. 

Quindi grazie per chi ha donato per raggiungere questo scopo: le ragazze dell'acqua dell'Elba.

Grazie anche per le altre donazioni alla Famiglia Marini, Famiglia Castels, Cristina  Barbadori, Cristina Orzati e a tutti gli elbani che stanno contribuendo ad arricchire la nostra biblioteca. Grazie a DIVERSAMENTI SANI. 

 

Il DH oncologia Elba

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Combattendo la violenza

imagesQuando sentiamo la parola violenza ciò a cui pensiamo sono le botte, i lividi, i volti sfregiati… Ma esistono tanti tipi di violenza e non tutti lasciano segni sul corpo.

Noi combattiamo il cancro, qualcuna di noi ha già vinto ma si è fermata sull'argine per fare il tifo alle altre perchè il modo in cui il cancro colpisce è più forte del pugno di un uomo ferito, a volte deride di più delle offese di chi amiamo e sopratutto ci costringe ad accettare che il nostro corpo si consumi nello sforzo di combattere.

La nostra esperienza però ci rende forti e il gruppo che si è formato è l'icona del cambiamento che ognuna di noi ha vissuto o sta ancora vivendo durante la lotta.

La forza deve essere la chiave di volta contro ogni tipo di violenza: quella psicologica, che viviamo noi, ma anche quella che diventa fisica, disegnata sulla pelle delle donne che ne portano silenziosamente i segni. 

Nella giornata mondiale contro la violenza sulle donne perciò noi vogliamo che l'immagine che resti nei nostri occhi non sia quella di una donna che di fronte allo specchio si trucca per nascondere i lividi ma di una donna che lascia che i lividi si vedano, che i capelli cadano, senza vergogna perchè abbiamo la forza di combattere quella violenza che ci ha travolto…perchè solo così la sconfiggeremo.

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D’illimitar intrisi

2016-11-19-photo-00000920Al cullar d'infante notte

sipario s'apra lentamente

su mai interrotti svolgersi

di vite e suggestioni varie.

Numero d'atti indefinito

su quel palco d'assi sghembe,

dove niente ha inizio o fine,

ove tutto sempre si trasforma.

Non consci del calcàr scene

mai assegnate a caso

o date a tavolino,

taluni, al sognar lieve,

s'abbandonano ormai paghi,

mentre amanti,

a sciorinàr promesse,

s'imballano in cineree Lune.

 

Altri ancora, lor malgrado,

recitando al limite,

a trascinar si scoprono

su pavimenti freddi

in disperàr svuotati,

ed il cadervi

attiva tremito di polsi

e collabìr di vitali istinti,

sì che, imbelle,

l'animo vive l'attesa

d'un tempo che già fu,

all'udìr sentenza inaspettata.

 

Ma se siam di stelle polvere,

incarnata cosmica energia,

concreta epifania

d'umano profumata,

ecco a cosa attingere

risorse inesplorate,

speranze sempre vive,

mai ammainate vele

a solcàr ispide trincee

di campi sempre in fiore,

nonostante un cielo cartapesta

che al sol sfiorar produce attrito.

 

È nell'illuminar,

soprattutto,

cammin altrui,

di solidarietà gentile

portàr alta la lanterna

ad abbatter

stralunate indifferenze,

solitudini imbrattate,

e nell'evocàr

risplender di luce propria,

d'un esserci pulsante

mai dimentico di sè

e del suo valore,

l'opportunità unica

di penetrar legami

indissolubili

a cui vincolar

nuovi significati e sensi,

mai d'umanità così fragrabti

e così d'illimitàr intrisi.

 

Andrea Isolani

Photo by Sara Autuori

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Le Belle Iniziative

14915403_1546633258696705_3943806173898457860_nNel reparto di oncologia di Portoferraio sta nascendo un angolo lettura per alleggerire l'attesa…

Per chi non ci conosce – sia noi pazienti che medici e infermieri – forse non è di immediata comprensione questa idea ma dovete sapere che il reparto, per chi lo vive, come è capitato a noi durante il cammino verso la guarigione, come succede al personale sanitario, non fa più parte di un ospedale ma è un luogo che in qualche modo strano diventa familiare.

Sentirci DIVERSAMENTE SANI sta significando molte cose diverse perchè il gruppo, unito dalla consapevolezza e l'accettazione della malattia, ha tessuto tra noi un filo invisibile ma saldo che ci nutre di positività e forza che nella nostra dimensione individuale avevamo perduto.

15095048_1546633265363371_8067243709233085800_nIl cancro è molto più di una malattia, è un fenomeno sociale, che unisce, divide, uccide, riporta alla vita. Per questo, uno spazio dedicato a noi, per intrattenerci anzichè attendere, è importante perchè tutti possono contribuire e in quel gesto per cinque minuti o più, qualora lo vorranno, entreranno nel nostro reparto, nel nostro mondo perchè non esiste niente di più importante della CONDIVISIONE.

Vi invitiamo a visitare il nuovo angolo lettura ma soprattutto a costruirlo con noi, libro per libro.