Da sola contro il cancro

Quando ho ricevuto la diagnosi di cancro all’utero non era un momento in cui andava tutto bene e sicuramente non ho poi grandi ricordi di momenti in cui le cose andassero bene.

È stata una cosa improvvisa ma conseguenza di mancati controlli medici di qualunque tipo nei dieci anni precedenti. Ero sempre impegnata a mettere il “pane in tavola” e cercare un miglioramento materiale, dimenticandomi di prendermi cura di me.

Proprio per questo la diagnosi riecheggiava in me con quel “terzo stadio”, quasi a ricordarmi che nella ricerca di tenere “tutto sotto controllo”, “tutto a posto”,  mi ero dimenticata di occuparmi di me, unico genitore in famiglia!

Essere genitore unico però è stato il motivo per cui non mi sono mai scoraggiata, la motivazione per pensare solo a come agire e a cercare chi potesse aiutarmi.

Non ho mai pensato “perché a me”, in fondo il cancro è una malattia come le altre, avevo già visto lottare e morire mio padre per il cancro ai polmoni. Potevo solo fare del mio meglio, così ho affrontato il percorso chemioterapico, a dose densa, quindi con cadenza settimanale, prima dell’intervento e ogni 21 giorni dopo l’intervento.

Ho vissuto il dolore, quello fisico e quello mentale, quello che provi quando il tuo corpo è imprigionato nei limiti della malattia e ti ricorda che sei fragile, che hai bisogno di tempo per riprenderti, ma che ci sono segni che restano…

Segni di un’esperienza possente che nel pericolo di non esserci più inquieta e rende triste chi ti circonda, segni della lotta che hai fatto sul corpo e nell’anima.

Non so se io sia  fuori pericolo, nessuno può dirlo oggi, i controlli periodici saranno le mie sibille ma non sono triste

Cerco di vivere fino in fondo un abbraccio, un piacevole incontro, qualunque cosa, anche quando cucino o rassetto casa. Semplicemente cerco di essere presente e felice in ogni istante, indipendente dalle difficoltà che si incontrano nel quotidiano.

Siamo forti noi donne e uomini ma a volte capita che a ricordartelo sia la malattia.

Il mio viaggio è stato accompagnato con delicatezza e professionalità da Marcella, Virginia, Silvia, Mariateresa e tutte le altre splendide persone dell’associazione Diversamente Sani che ringrazio di cuore.

Non arrendiamoci, per quanto è possibile, alla malattia ma soprattutto alla vita che, comunque vada, è meravigliosa!

Maddalena

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