Ottobre mese della prevenzione

🌸OTTOBRE ROSA🌸
La lotta contro il cancro inizia con la prevenzione per questo DiversamenteSani ha ideato una nuova campagna di prevenzione per il mese di ottobre, mese dell prevenzione del cancro al seno.

Non perdere questa occasione, prenota subito la tua ecografia mammaria chiamando lo ☎️ 0565 919139.

‼️Per poter aderire alla campagna di prevenzione è necessario essere in possesso della tessera 2021 “Amico di Diversamente Sani‼️

 

 

FUNGHI MEDICI: Agaricus Blazei

ABM AGARICUS BLAZEI BRASILIENSIS:

– IL FUNGO DELLA VITA
– IL FUNGO DI DIO
– IL FUNGO DEL SOLE
– IL FUNGO DELLA PRINCIPESSA
– IL FUNGO PIÙ ANTITUMORALE E AD AZIONE ANTIVIRALE!!

L’ Agaricus Blazei Brasiliensis, a differenza della maggior parte dei funghi medicinali che sono originari dell’Oriente è un fungo autoctono del Brasile e viene anche definito fungo della vita, fungo di Dio, fungo del sole (Champinon del sol) e fungo della principessa.

È TRA TUTTI FUNGHI MEDICINALI QUELLO DI PRIMA SCELTA NEL TRATTAMENTO DELLE NEOPLASIE per il suo contenuto eccezionale di beta-glucani, ben maggiore rispetto al Reishi, al Maitake e allo Shitake!

È tra i funghi medicinali a più alto contenuto in TIROSINASI, enzima che catalizza la trasformazione della tiroxina in dopamina. La disponibilità di tale neurotrasmettitore ad effetto stimolante-antidepressivo permette al nostro organismo di produrre ubichinone o CoenzimaQ, potente antiossidante, molecola fondamentale per il trasporto elettronico a livello intramitocondriale (nei mitocondri), per il consumo di ossigeno e per la produzione di energia, per l’inibizione della crescita neoplastica, per la depurazione tossinica (detox). Studi effettuati su animali hanno confermato che l’effetto antitumorale è anche preventivo se il fungo viene somministrato 10 gg prima dell’impianto del tumore sperimentale, fatto che può esser spiegato con l’attivazione dell’Ubichinone endogeno.

AZIONI TERAPEUTICHE DELL’ AGARICUS BLEZEI
Sono davvero molteplici le azioni a beneficio dell’organismo esercitate dal fungo che è:
antitumorale,
antivirale,
– antiossidante,
– chelante dei metalli pesanti,
immunomodulante,
adattogeno,
– ipocolesterolemizzante,
– ipoglicemizzante,
– antistaminico,
epatoprotettore,
prebiotico (ripristina l’eubiosi del microbiota intestinale).

L’AGARICUS BLEZEI B. è un cocktail di sostanze anti-cancro/antiossidanti contenendo:
BetaGlucani
– Proteoglucani
– GermanioOrganico142
– SOD (ne favorisce anche la produzione da parte dell’organismo)
Glutatione (come per SOD, ne favorisce la produzione endogena),
– steroidi.

BETA-GLUCANI
I Beta-Glucani stimolano la produzione di SOD che è, assieme al Glutatione, tra i principali antiossidanti sia endogeni (prodotti dal corpo), che esogeni (contenuti negli alimenti).
I Beta-Glucani intervengono nel modulare il sistema immunitario potenziandone la risposta nei confronti degli insulti ossidativi, dei virus, dei batteri e delle cellule cancerogene (o già cancerose), favorendo:
– la formazione di citochine specifiche, quali interferone, il più potente fattore antivirale endogeno (aumentando al contempo l’attività delle cellule NK), citotossico e antiproliferativo,
– il fattore necrotizzante del tumore (TNF), gruppo di cellule che inducono apoptosi (morte programmata) delle cellule malate,
– l’attività delle interleuchike IL-2 e IL-12, che indeboliscono il fattore di crescita tumorale (stimolano le cellule Natural Killers e linfocitiT Helper) e utilizzate assieme all’interferone nella lotta virale.

IL GERMANIO ORGANICO 132
È una sostanza chelante, antiossidante, immunostimolante antitumorale, antivirale di cui i funghi sono gli alimenti a maggior contenuto (seguiti dalle alliaceae).
Il GermanioOrganico132:
– aumenta la produzione di Interferone (Gamma),
aumenta l’attività delle cellule NK (Natural Killers),
– aumenta il numero di macrofagi e cellule T-soppressor.

STEROIDI
Classe di sostanze ad azione antineoplastica diretta e specifica a livello cellulare.

PROTEOGLUCANI
Sono sostanze ad alto peso molecolare (ATOM) ad effetto immunostimolante e antitumorale (citotossica).

Recenti ricerche hanno dimostrato che L’ABM:
– stimola l’infiltrazione dei tessuti tumorali da parte delle cellule Natural Killer con azione citolitica (con 3 gr di estratto al giorno),
inibisce direttamente la crescita delle cellule tumorali,
– induce l’apoptosi (morte delle cellule neoplastiche),
– inibisce la neoangiogenesi tumorale con modalità dose dipendente,
– stimola la produzione di interferone (potentissimo antivirale endogeno dalle interessanti azioni citotossiche e antiproliferative),
– stimola l’attività chemiotattica macrofagica ed aumenta i livelli sierigi di proteine acidiche immunosoporessive (IAP) prodotte dai macrofagi attivati e dai neutrofili,
– stimola la produzione di cellule citotossiche a livello splenico ed il rischio di fattori chemiotattici a livello dell’area tumorale.

L’ABM si dimostra particolarmente effice nel trattamento della leucemia, del linfoma non hodgkin, nel cancro:
– epatico,
– cutaneo,
– mammario,
– prostatico,
– ovarico,
– uterocervicale,
– colecistico.
Potenzia l’azione dei chemioterapici (e ne protegge dagli effetti collaterali) esercitando un effetto sinergico di risposta con moltiplicazione dell’efficacia terapeutica in ragione del:
4.8% per la mitomicina
6.8% per l’endoxan
2.1% per la citosina arabinoside
6.3% per il 5-fluorouracile.
L’effetto sinergico coi chemioterapici si ha assumendo dosi giornaliere di 1-3 gr di fungo.
L’effetto antineoplastico è dose-correlato ed è molto più potente quando il dosaggio passa dai 10 ai 20 mg/kg, dosaggio da utilizzare però nei cicli sostitutivi poichè in quelli associati-integrati (a chemio) potrebbe contrastare l’apoptosi indotta dal farmaco.
L’AMB potenzia inoltre in maniera significativa anche gli effetti della radioterapia nel trattamento oncologico, proteggendo dai danni secondari da radiazioni.

Potente è anche la sua azione antivirale su moltissimi virus, tra cui il virus dell’epatiteB e dell’epatiteC, e sulla candida (fungo); il suo impiego può pertanto risultare assai indicato nella prevenzione del coronavirus-#covid19, conseguente l’infezione da SARS-CoV2.

È consigliato acquistare il fungo proveniente dal Brasile, poichè più povero di metalli pesanti quali cadmio, di cui sono più ricchi quelli coltivati in Cina.

Info tratte dal testo GUARIRE COI FUNGHI MEDICINALI del Prof Dr. Ivo Bianchi

Post di Fabio Poli

Tornare a lavoro dopo il Cancro

Dopo il cancro, può presentarsi la questione della ripresa del lavoro. Riprendere un’attività professionale può essere un buon metodo per cambiare pagina e contribuire alla vostra guarigione, e la cosa migliore è prepare la ripresa con dolcezza.

Prima di prendere ogni decisione, non dimenticate di chiedervi: «Sono veramente pronta ?». Avete il diritto di prendere il tempo che vi serve per ricostruire e, perché no, reinventare la vostra vita!

Se per voi è giunta l’ora di riprendere il lavoro, non esitate a preparare la ripresa rivolgendovi al vostro medico di famiglia per valutare la situazione ed eventualmente prendere in considerazione un part-time terapeutico. In seguito, contattate la medicina del lavoro per una visita medicale precedente alla ripresa del lavoro, obbligatoria dopo 60 giorni di assenza. Al termine di questo esame, dei possibili adeguamenti delle vostre condizioni di lavoro saranno comunicate al vostro datore di lavoro.

La nostra consulente del lavoro è a vostra disposizione per informazioni riguardo ai vostri diritti e consigli sul da farsi. 

Siate indulgenti con voi stesse. Il grande giorno, malgrado l’eccitazione e l’entusiasmo per la ripresa del lavoro, è importante tenere a mente che non sarà tutto come prima. Ci vorrà del tempo prima di raggiungere gli obiettivi di prima. Dovrete accettare che ci saranno giorni più o meno difficili. Non abbiate paura di ridurre la vostra mole di lavoro per aumentarla progressivamente senza che siate sommerse.

Infine, il cancro cambia il proprio rapporto con gli altri. Se la vostra relazione con i vostri colleghi lo permette, comunicate la vostra situazione al fine di evitare le incomprensioni.

Ricordate che voi siete la vostra priorità e questa consapevolezza serve a guarire del tutto, prendetevi il tempo necessario per trovare un metodo nuovo, dimenticando in parte il vecchio perché in fondo voi per primi non siete più gli stessi!

Buon lavoro a tutti.

Tratto da Oncovia

 

 

 

 

 

 

RICRESCITA CAPELLI

La ricrescita dei capelli è una fase attesa alla fine dei trattamenti contro il cancro. Un segno di speranza e di remissione che si verifica circa 4-6 settimane dopo l’ultima chemio.

Esistono degli accorgimenti per preparare la ricrescita dei capelli. Durante e dopo la chemioterapia, anche se i vostri capelli non sono ancora ricresciuti, non esitate a curare quotidianamente il cuoio capelluto. Dei massaggi regolari con degli oli vegetali vi permetteranno di ridurre il prurito, eliminare le tossine e stimolare la circolazione del sangue. Sotto la doccia, utilizzate degli shampoo e dei balsami delicati.

Una volta iniziata, la ricrescita procederà di 1 o 2 cm al mese, ma potreste voler dare una spintarella ai vostri capelli. Per ottimizzare la ricrescita dei vostri capelli, potete provare a mantenere più calda possibile la testa utilizzando delle sciarpe o dei cappelli e dei berretti da notte per dormire. Per il bagno, prediligete l’utilizzo di shampoo e di trattamenti stimolanti o fortificanti. Prima di ogni shampoo, applicate delle maschere all’olio di ricino ai vostri capelli e al cuoio capelluto.

Nei sei mesi successivi alla ricrescita, è preferibile che evitiate tutto ciò che potrebbe stressare i vostri capelli. Se non sopportate più i capelli grigi, e la loro lunghezza lo consente, potrete optare per una colorazione vegetale naturale e biologica.

Tratto da Oncovia

Materia Viva: un Fumetto sui Diritti alla Salute

Con estremo piacere, accogliamo l’invito a condividere questo splendido progetto che si chiama Materia Viva.

MATERIA VIVA è una e tante voci che vogliono scardinare l’idea comune di salute, chiamando in causa quei fenomeni storici, sociali, culturali e inevitabilmente politici che la costruiscono. 

di Materia Viva sono fatti i nostri corpi e le nostre storie

Materia Viva, il primo progetto di Käthe, è un fumetto che parla di diritto alla salute. 

Per scaricarloClicca Qui

Per Contattarcicollettivakathe@autistici.org

 

Lavoratori fragili: chi sono e che diritti hanno

Lavoratori fragili: chi sono?

  • Lavoratori pubblici o privati in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità (art. 3, comma 3, della legge n. 104/1992);
  •  lavoratori in possesso di certificazione attestante una condizione di rischio determinata da immunodepressione, esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, debitamente certificate mediante riconoscimento di disabilità (art. 3, comma 1, della legge n. 104/1992) o, in assenza del verbale di riconoscimento della disabilità, attestata dagli organi medico-legali operanti presso le Autorità sanitarie locali territorialmente competenti.

Quali tutele hanno e fino a quando

La legislazione d’emergenza (comma 2 dell’articolo 26 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27) consente, a favore dei lavoratori fragili dipendenti pubblici e privati, che l’intero periodo di assenza dal servizio venga equiparato a degenza ospedaliera, a fronte della presentazione del certificato di malattia. La tutela speciale, prorogata fino al 28.02.2021 dalla Legge di Bilancio 2021 è stata rinnovata fino al 30 giugno 2021 dal Decreto “Sostegni” con validità retroattiva della misura a partire dal 01 marzo 2021 al fine di non creare un vuoto normativo. Il Decreto Sostegni chiarisce inoltre che i periodi di assenza dal servizio dei lavoratori fragili, giustificati dalla necessità di prevenire il rischio di contagio COVID-19, non sono computabili nel periodo di comporto. Continue reading “Lavoratori fragili: chi sono e che diritti hanno”

L’intimità durante i trattamenti oncologici

Durante i trattamenti, la sessualità nella coppia puo’ essere pregiudicata da vari fattori come la secchezza vaginale.

Altri sintomi possono associarsi alla secchezza: sensazioni di calore, irritazioni, dolori durante i rapporti sessuali, accompagnati da periodi di sanguinamenti o modificazione della flora batterica.

Questi eventi possono alterare in modo significativo la qualità di vita ma esistono soluzioni e consigli che permettono di riconquistare il comfort e la fiducia in sé.

Innanzitutto è importante utilizzare prodotti cosmetici spefici e adatti a questa zona intima infragilita a cominciare dalla doccia con un gel detergente intimo delicato privilegiando le formule più naturali possibili.

In seguito è possibile applicare dei trattamenti sulla zona intima per guadagnare in comfort nella vita di tutti i giorni. Ad esempio, in caso di secchezza, la mattina potete applicare un gel fresco per idratare intensamente le mucose intime infragilite e mantenere un buon livello di umidità nel corso della giornata.

Infine, in caso di irritazioni o sensazioni di calore, applicare 1 o 2 volte al giorno un balsamo rinfrescante a base di estratti vegetali e di un complesso pre e probiotico per alleviare e prendervi cura della flora batterica. In caso di fastidio durante i rapporti sessuali vi consigliamo un lubrificante a base d’acqua.

Tratto da Oncovia

Radice di SUMA

Suma (Pfaffia paniculata), soprannominata “Ginseng brasiliano” dai Giapponesi che avendola studiata le hanno scoperto proprietà affini a quelle del Ginseng. È un’erba che cresce in Sud America.
Le sue Azioni principali sono:

  • adattogeno;
  • tonico (tonifica, bilancia, rinforza tutte le funzioni del corpo); afrodisiaco; steroideo (supporta gli ormoni);
  • immuno-stimolante (aumenta l’immunità);
  • allevia il dolore;
  • riduce l’infiammazione;
  • inibisce la crescita tumorale;
  • uccide le cellule della leucemia.

Altre azioni che svolge sono l’inibizione dell’aggregazione sanguigna, l’abbassamento del colesterolo, effetto calmante dei nervi, aumento della libidine e ossigenazione delle cellule. Continue reading “Radice di SUMA”

Cannabis e cancro

cannabis e cancroI cannabinoidi sono riconosciuti per esercitare effetti palliativi nei pazienti di cancro

L’utilizzo maggiore è nell’inibizione della nausea e del vomito indotte dalla chemioterapia e per controllare il dolore associato con il cancro. Un altro potenziale uso palliativo dei cannabinoidi in oncologia, supportato da studi clinici in Fase 3 include la stimolazione dell’appetito e la diminuzione della debilitazion (cachessia).

A parte questi utilizzi l’applicazione dei cannabinoidi in oncologia potrebbe non restringersi soltanto alle azioni palliative sopracitate.

Numerosi studi hanno indicato che il THC ed altri cannabinoidi esibiscono effetti antitumorali su un’ampia gamma di modelli animali di cancro. Tali osservazioni hanno portato allo sviluppo di uno studio clinico pilota per studiare gli effetti antitumorali del THC nei pazienti con glioma. Una somministrazione combinata di CBD e THC aumenta l’attività antitumorale del THC e riduce le dosi di THC necessarie per indurre effetti inibitori sulla crescita tumorale.

In conclusione, negli studi i cannabinoidi inducono morte delle cellule tumorali e inibiscono l’angiogenesi(creazione aberrante di nuovi capillari che serve al tumore per ingrossare e metastatizzare) e l’invasione dei tumori e ci sono indicazioni che i cannabinoidi esercitino gli stessi effetti anche su pazienti con Glioblastoma Multiforme(tumore al cervello).

Articolo tratto da Cannabiscienza