Mare

Una mia cara amica dice sempre "Si sopravvive a tutto, purtroppo e menomale".

Sembra una frase da vecchi saggi ma lei è meno "vecchia" di quanto si senta e più saggia di quanto pensi.

Infatti è vero: si sopravvive a tutto! Al dolore, alle incertezze, alla paura…a volte non è una fortuna ma tutte le altre volte lo è, sopratutto perchè rappresenta la nostra unica certezza: sopravviveremo anche a questo.

Vivere in un'isola ci fa sentire in gabbia da giovani, quando tutto ci va stretto, da adulti ci fa sentire in bilico, perchè per mille ragioni ci dividiamo tra l'isola e il continente con attese e viaggi che hanno sempre qualcosa di poetico, più tardi…ci fa sentire protetti, parte di un microcosmo che si chiude protetto dal mare che ci divide dal resto del mondo.

Il mare…tutto intorno a noi, come una stretta al collo, un canale da attraversare e poi un abbraccio. Ma alla fine, di fronte al mare la felicità è un'idea semplice.

Lettera al Presidente Enrico Rossi

Di seguito pubblichiamo la lettera inviata in data odierna al Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi:

Egregio Signor Rossi,
         Siamo l’associazione Diversamente Sani ONLUS, un’associazione di malati oncologici nata sul territorio elbano.
Le scriviamo durante questa emergenza sanitaria per portare alla sua attenzione la situazione dell’Isola d’Elba che si trova a dover affrontare la pandemia senza un reparto di rianimazione/terapia intensiva.
In qualitá di malati oncologici la nostra preoccupazione supera di gran lunga quella dei soggetti potenzialmente sani e, come ben sa, già curare un cancro all’Isola d’Elba é particolarmente difficile perché siamo costretti per la quasi totalità degli esami di controllo ad andare fuori, come per la radioterapia ma anche per un semplice consulto ematologico.
Quello che chiediamo é che, alla luce di quanto sta accadendo nella nostra Nazione, l’Elba venga resa autonoma in termini di servizi sanitari e che questa particolare congiuntura storica serva ad intensificare gli sforzi fatti dalla Regione in questi anni.
Noi malati oncologici siamo nudi in mezzo alla guerra, costretti ad affidarci al buon senso altrui e alla buona sorte. Vogliamo continuare a credere nelle istituzioni, a credere che siano dalla nostra parte, a credere che ci sia davvero qualcuno che pensa a noi mentre tutto sembra andare a rotoli.
Certi della sua comprensione e della sensibilità alla causa, Le chiediamo di darci un gentile riscontro quanto prima a conferma che queste parole non andranno perdute.
Cordiali saluti,
Diversamente Sani ONLUS.

Amici di Mascherina

In questo momento di emergenza sanitaria, la psicosi da coronavirus ha portato la maggior parte delle persone a fare scorte di cose non strettamente necessarie per loro.

Il caso più eclatante è quello delle mascherine chirurgiche che, insieme al gel igenizzante, sono spariti dal commercio trasformandosi negli articoli più ricercati al mondo.

Purtroppo però, la maggior parte di coloro che hanno acquistato le mascherine, sembra non fossero soggetti a rischio contagio e neanche contagiati che necessitano di proteggere gli altri da se stessi. Così i soggetti che hanno veramente necessità di proteggersi, come gli oncologici sotto trattamento con chemioterapici, sono rimasti senza!

Un vero e proprio dramma per chi deve comunque andare in ospedale per fare cure salvavita e proprio per questo si espone a rischi non quantificabili.

Dietro suggerimento di un'amica abbiamo perciò pensato ad una soluzioneuna mascherina fatta a mano!

Ora però è il turno di tutti voi che sapete cucire o avete una vena creativa perchè vi chiediamo di creare delle mascherine per i malati oncologici del nostro ospedale.

Qui sotto trovate il tutorial che Katia ci ha indicato e aspettiamo trepidanti i vostri messaggi per iniziare a raccogliere mascherine da distribuire tra i nostri soci ordinari. Ci state?

Corona virus e cancro

80355CA3-EBC5-438F-AC8B-61F2646E70C3Siamo in preda ad una pandemia che non sappiamo bene come affrontare né dal punto di vista sanitario, né da quello psicologico.

Essere un malato di cancro e fare terapie immuno soppressive significa essere disarmati di fronte al mondo, di fronte a chi manda i figli malati a scuola perché “è solo un po’ di febbre”, di fronte a chi ha il raffreddore ma ti saluta con un bacio per abitudine o fa una carezza a tuo figlio

Spesso sembriamo egoisti, rigidi, perfino esagerati! Non si tratta di allarmismo o di manie di protagonismo, si tratta della nostra vita. Mentre combattiamo contro il cancro ci troviamo a doverci difendere dall’imprudenza di chi sta bene e non capisce che il giorno dopo aver fatto terapia dobbiamo tornare a lavorare perché non ci possiamo permettere di fare diversamente.

Oggi sembra dilagata la paura ma c’è comunque chi ha colto l’occasione per fare un po’ di vacanza, incurante che tra una settimana tornerà ad insegnare ai nostri figli o incurante che quando andrà in un negozio si troverà davanti un malato di cancro che non ha un sistema immunitario capace di combattere neanche un banale raffreddore, tanto meno questo virus.

Siamo prudenti e razionali perché non sappiamo ancora quale possa essere il rischio a cui esponiamo noi stessi e gli altri, rispettiamo le indicazioni del Ministero della salute e limitiamo il superfluo nell’interesse del nostro Paese e di tutte quelle persone che stanno già combattendo per sopravvivere.