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L’Interruttore del Dolore

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Capita.

Si spera che non capiti mai ma …capita.

A volte ci si ritrova a entrare in un tubo di Risonanza Magnetica e il nostro piccolo cervello gira a mille.

Pensi a cose che non avresti mai pensato se non ci fosse stato il Tubopreghi, e magari non hai mai pregato DAVVERO in vita tua, e ti vedi DAVVERO scorrere visi, volti e occasioni che dovevi sfruttare meglio, che dovevi salutare di piu' , che dovevi abbracciare o baciare prima che partissero…ti riprometti di farlo, preghi di averne il tempo, l'occasione, ti riprometti un infinita' di cose appena esci dal Tubo, qualsiasi sia il responso, perche' la paura ti fa vedere un unica diagnosi e ti fa vedere una sola strada

Poi come per magia, con una semplicita' che non credevi possibile, il dottore con sguardo tranquillo , come se bevesse un caffe' o guardasse Zelig, ti dice : " tutto a posto", con un tono che sembra seguire un monito " era inutile fare tanto casino e preoccuparsi cosi' , visto? " e quando esci ringrazi, saluti, e fuori degli scalini dell'ospedale non sei per nulla cambiato, sei quello di prima che ha vinto la lotteria senza averci neanche giocato…non fai le mille telefonate che ti eri ripromesso, non vai negli ospizi a aiutare la gente, non ti travesti da Babbo Natale per far contenti chi il natale non l'hai mai festeggiato…al massimo , stancamente, fai qualche donazione per posta , non tanto alta da adottare qualche bimbo ma neanche tanto bassa per pulirti la coscienza…poi esci con gli amici, festeggi come se non ci fosse un domani ma invece il domani c'è, anche se con un bel mal di testa, ma c'è ….e ti scordi che per tanti il domani davvero non c'è…ti scordi che per tanti ogni giorno è un domani che è un tesoro prezioso che piano piano viene a mancare….ci sei passato vicino, al precipizio, l'hai visto, l'hai visto negli occhi di tua madre che guardava dritta nei tuoi sperando di cogliere un segno di salute, hai visto i letti, sei passato vicino a quel signore che sta curvo su gambe malferme e che sa gia' la diagnosi mensile che ricevera'….hai visto anche quella fidanzata che porta la carrozzella con il suo uomo e cerca di farlo ridere, e hai visto perfino quella bellissima bimba con la madre che cerca di nascondere le lacrime …ma soprattutto quella ragazza, circa venti anni…che ti pare impossibile possa avere avuto una diagnosi diversa dalla tua…lei cosi' bella, cosi' perfetta, lentiggini, occhi verdi come il mare…alta, capelli mossi dal vento…ma no dai, si so sbagliati, sono io che sto male, cosi' bruttino e cicciotto, mica lei …e invece no…lo capisci quando dopo una settimana vai svogliatamente a fare il controllo ben sapendo che stai bene, che sei quasi guarito, e la vedi arrivare dopo di te sulla maledetta sedia , e nello sguardo capisci che lei l'interruttore del dolore non lo puo' spengere. Non ci arriva da sola a farlo, e gli altri , neanche quelli alti due metri, possono spengerlo al posto suo…..La fai passare, cerchi il tuo sorriso migliore, ma sai che è anche peggio, è inutile fingere che vada tutto bene con chi non sa piu' che voglia dire il bene….e ti senti piccolo, molto piu' piccolo di quando eri nel tubo e sentivi il tuo cuore battere.

Ricordiamoci di chi non puo' spengere mai l'interruttore…per non farlo rimanere in mezzo a troppe luci di sale operatorie, abbaglianti, ma anche per non farli mai rimanere al buio.

Siamo noi gli interruttori del dolore…nostro e degli altri.

Cerchiamo di accenderci sempre. 

Mauro M.

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Radioterapia: ritardi collaterali

aderenze-cicatriziali_RUI3083_2_p_web-848x500Quando la facevo io c'era una ragazza che veniva dal Cavo, accompagnata dal volontario con l'auto medica ma comunque costretta a svegliarsi alle 4:30, bel disagio.

Noi eravamo tanti quindi al ritorno si prendeva quasi sempre la nave delle 13:00. Una volta, arrivati a Piombino le navi non partivano per il tempo

Ci portarono all'ospedale Villa Marina per passare la notte ma  purtroppo non ci "ospitarono" quindi alle 18:00 tutti d'accordo decidemmo di tornare a Livorno… Dovendo considerare anche il fatto che se fosse partita una nave più tardi e con quel mare, correvamo il rischio il giorno dopo forse di non poter ripartire e dunque di saltare la terapia

I nostri angeli custodi – i volontari – ci portarono dal prete che dà ospitalità vicino all'ospedale ma niente, non c'era posto. Alla fine la figlia di un volontario ci trovò un albergo economico e ci potemmo finalmente riposare.

Eravamo tutti sconvolti, io piangevo come una tonta, c'erano tre persone anziane… Non avevamo un pigiama, uno spazzolino da denti: un casino. Alla fine andò tutto bene, riuscimmo a calmarci e a farci coraggio però ricordo che siano stati momenti molto "forti" per tutti…

Tutta questa storia per dire che sarebbe un sogno avere qui la radioterapia 😀

Elena

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Rumore assordante

Certe parole dovrebbero fare rumore, un rumore talmente assordante che chiunque deve girarsi per vedere almeno la provenienza e di conseguenza fare qualcosa per diminuirne l'intensità. Queste parole sono tumore, cancro, chemioterapia, radioterapia, interventi, recidiva, metastasi

urlareDovrebbero fare rumore perché sono urlate dalle persone che le vivono e fanno rumore perché vogliono attirare l'attenzione di chi troppo spesso per paura si volta dall'altra parte. Beh! Non dovrebbe essere così…queste parole dovrebbero fare rumore perché chi le affronta ogni giorno urla la propria volontà di combattere e reagire, devono far rumore perché sono cariche di vita.

Non c'è morte in queste parole, la morte è la conclusione di un ciclo vitale e solo il destino sa come e quando.Non ci deve essere paura intorno a queste parole perché il cancro è una malattia come un'altra, forse lungo il percorso di guarigione ma non impossibile…quante persone ci lasciano per altre patologie, allora bisognerebbe vivere nella paura anche per questo e per tanti altri pericoli!

Oggi mi è presa così, sono sulla nave di ritorno dalla terza radioterapia e ho deciso che da oggi non avrò più paura di non farcela.

Sono arrabbiata certo perché avrei voluto impiegare il mio tempo in altri modi ma sono qui e quel tempo me lo riprenderò e me lo godrò ancora di più. 

Basta paure, sono solo un freno per arrivare al traguardo.

 

Katia