Microbiota Vaginale: come proteggerlo!

La cannabis è una pianta davvero miracolosa e più la studio – attività che compio quotidianamente da oltre 30 anni – e più ne rimango sbalordito per le innumerevoli azioni terapeutiche dal vastissimo spettro d’azione!
La cannabis, agendo direttamente sul nostro SEC (Sistema EndoCannabinoide), che ci fa produrre in condizioni di ottimale omeostasi le stesse sostanze presenti nel fitoterapico, interviene nel trattare ben 700 patologie (dal raffreddore al cancro) e, dettaglio ancora più meritevole di attenzione, non ha DL50 (Dose Letale acclarata sull’uomo).
La cannabis esercita azioni antitumorali, antiossidanti, antinfiammatorie, antibatteriche, antimicotiche e antinfettive in generale!
Possiamo considerare il nostro SEC come un insieme di serrature per le quali la cannabis agisce come una chiave perfetta!
Il SEC, capace a sua volta di produrre endocannabinoidi, è distribuito in tutto il corpo ed ha due principali recettori, il CB1 e il CB2 (sui quali agiscono diversi cannabinoidi, sia fito che endocannabinoidi), è presente nella pelle, nel SNC, soprattutto nell’apparato digerente ( #microbiotaintestinale ), nel microbiota del nostro apparato sessuale e nelle aree del cervello che regolano le funzioni sessuali.
Il SEC è ritenuto il direttore d’orchestra di TUTTI i sistemi fisiologici del nostro organismo ed è presente nei principali microbiota del nostro corpo!
 
PROBLEMA: i chemioterapici e le terapie ormonali, rendono dolorosi i rapporti sessuali per le donne e spesso comportano una perdita del desiderio sessuale.
 
La cannabis è ritenuta un ottimo afrodisiaco per entrambi i sessi e può esser assunta in vari modi: tramite le vaporizzazioni, gli oleoliti, le resine, ma può esser anche direttamente applicata sugli organi sessuali!
Tale metodo di somministrazione permette di bypassare il transito gastrointestinale, laddove un microbiota alterato, in disbiosi, potrebbe ridurre fortemente la biodisponibilità dei suoi principi attivi e di quelli di altri integratori e/o farmaci. Consente, inoltre, di agire a livello mirato nelle zone in questione, dove esercita azione antinfettiva, battericida, fungicida e virucida! Aspetto non trascurabile poiché il microbiota vaginale spesso viene danneggiato dai farmaci chemioterapici.

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RICRESCITA CAPELLI

La ricrescita dei capelli è una fase attesa alla fine dei trattamenti contro il cancro. Un segno di speranza e di remissione che si verifica circa 4-6 settimane dopo l’ultima chemio.

Esistono degli accorgimenti per preparare la ricrescita dei capelli. Durante e dopo la chemioterapia, anche se i vostri capelli non sono ancora ricresciuti, non esitate a curare quotidianamente il cuoio capelluto. Dei massaggi regolari con degli oli vegetali vi permetteranno di ridurre il prurito, eliminare le tossine e stimolare la circolazione del sangue. Sotto la doccia, utilizzate degli shampoo e dei balsami delicati.

Una volta iniziata, la ricrescita procederà di 1 o 2 cm al mese, ma potreste voler dare una spintarella ai vostri capelli. Per ottimizzare la ricrescita dei vostri capelli, potete provare a mantenere più calda possibile la testa utilizzando delle sciarpe o dei cappelli e dei berretti da notte per dormire. Per il bagno, prediligete l’utilizzo di shampoo e di trattamenti stimolanti o fortificanti. Prima di ogni shampoo, applicate delle maschere all’olio di ricino ai vostri capelli e al cuoio capelluto.

Nei sei mesi successivi alla ricrescita, è preferibile che evitiate tutto ciò che potrebbe stressare i vostri capelli. Se non sopportate più i capelli grigi, e la loro lunghezza lo consente, potrete optare per una colorazione vegetale naturale e biologica.

Tratto da Oncovia

La Vita tra i Capelli – Monica

Quando mi hanno detto che avrei dovuto fare la chemioterapia e ho saputo che a Portoferraio c’era il casco anticaduta, questo mi ha dato forza e coraggio per affrontare le cure.

L’ho fatto con fiducia perché avevo parlato con persone che l’avevano già usato ed erano rimaste soddisfatte.
Il casco aiuta tantissimo anche a livello morale ma soprattutto permette di affrontare la malattia con dignità.
Per me mantenere la mia immagine è stato un modo di proteggere i miei affetti che sono stati colpiti addirittura più di me dalla notizia.

Grazie a chi ha permesso tutto questo e a chi continua a donare per sostenere i progetti di Diversamente Sani.

Lavoratori fragili: chi sono e che diritti hanno

Lavoratori fragili: chi sono?

  • Lavoratori pubblici o privati in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità (art. 3, comma 3, della legge n. 104/1992);
  •  lavoratori in possesso di certificazione attestante una condizione di rischio determinata da immunodepressione, esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, debitamente certificate mediante riconoscimento di disabilità (art. 3, comma 1, della legge n. 104/1992) o, in assenza del verbale di riconoscimento della disabilità, attestata dagli organi medico-legali operanti presso le Autorità sanitarie locali territorialmente competenti.

Quali tutele hanno e fino a quando

La legislazione d’emergenza (comma 2 dell’articolo 26 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27) consente, a favore dei lavoratori fragili dipendenti pubblici e privati, che l’intero periodo di assenza dal servizio venga equiparato a degenza ospedaliera, a fronte della presentazione del certificato di malattia. La tutela speciale, prorogata fino al 28.02.2021 dalla Legge di Bilancio 2021 è stata rinnovata fino al 30 giugno 2021 dal Decreto “Sostegni” con validità retroattiva della misura a partire dal 01 marzo 2021 al fine di non creare un vuoto normativo. Il Decreto Sostegni chiarisce inoltre che i periodi di assenza dal servizio dei lavoratori fragili, giustificati dalla necessità di prevenire il rischio di contagio COVID-19, non sono computabili nel periodo di comporto. Continue reading “Lavoratori fragili: chi sono e che diritti hanno”

Consigli per la chemioterapia

Tra siti e blog che parlano di cancro, si possono trovare numerosi consigli dati da pazienti e personale sanitario. Noi abbiamo provato a stilare una lista, scriveteci ulteriori consigli emersi durante la vostra esperienza!

chemioterapia1. Seduta di agopuntura prima di ogni ciclo di chemioterapia.
Fare una seduta di agopuntura uno o due giorni prima può aiutare a ridurre le nausee causate dalla chemioterapia. L’agopuntura vi permette di prendervi cura di voi stessi, spesso agisce anche su altri sintomi legati al cancro e, nelle strutture ospedaliere in cui è presente come prestazione sanitaria, è coperta dalal'esenzione 048.

2. Indossate vestiti caldi e comodi
Indossate vestiti che si aprono davanti, ad esempio una camicia, per facilitare l’accesso al PORT. Portatevi un cuscino per mettervi comodi o una copertina se siete freddolosi!
Inoltre, se durante la vostra chemioterapia utilizzerete il casco refrigerante portatevi anche un paio di calzini caldi e un asciugamano da mettere intorno al collo.

3. Siate pazienti!
Aspettare è difficile, soprattutto quando si sta male e si attendono cure indispensabili, purtroppo però i tempi di attesa spesso servono al personale per preparare i prodotti da somministrare.
Per smorzare l’attesa potete prendere in prestito un libro dal nostro angolo della lettura, oppure portarvi delle riviste, o qualcosa per ascoltare musica.

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Preparare la prima seduta di chemioterapia

chemioterapia-pazienteLa tua prima chemioterapia è prevista a breve e non sai come prepararti?

Ecco qualche consiglio che ti permetterà di vivere questa esperienza il più serenamente possibile.

Qualche ora prima dell’appuntamento, proteggi le tue unghie applicando uno smalto a base di cilicio. Questa routine è una buona pratica per tutti i trattamenti e nei mesi successivi.

Prediligi dei pasti leggeri prima della seduta e mantieniti idratata. L'alimentazione consigliata dagli oncologi esclude sopratutto le proteine animali e casearee oltre che gli zuccheri, nutrimento delle cellule tumorali, perciò è importante eliminare questi cibi durante tutto il periodo delle cure ma sopratutto non mangiarli il giorno prima della chemioterapia.

Per evitare le nausee, evita il profumo e indossa un bracciale agopressione antinausea. Puoi anche preparare un fazzoletto con qualche goccia di olio essenziale di limone da respirare in caso di nausea.

Porta con te dei tappi per le orecchie perchè potrebbero esserti utili durante la terapia qualora volessi fare meditazione o anche solo per dedicarti ad una lettura capace di farti evadere.

Ti consigliamo di indossare abiti caldi, comodi e abbastanza pratici per permettere l’accesso al catetere, sul quale potrai applicare un patch antidolorifico.

Infine metti in borsa il necessario per sentirti a tuo agio e rilassata. Un plaid per le freddolose, un cuscino, un libro, una rivista, musica o una serie.

 

Ri-perdere i capelli

Riperdere i capelliPer me i perdere i capelli è stato più doloroso la seconda volta che la prima.

La prima volta che mi sono ammalata avevo 39 anni e mio figlio era piccolo, ne aveva 4…forse non era così importante o forse ero più forte, più giovane.

La seconda volta, lo scorso anno, è stata più dura, mio figlio con dieci anni in più, ci è rimasto male. Non dico che faceva fatica a guardarmi, ma è stato male e l'ho vissuta con più sofferenza.

Credo che per ciascuna di noi sia sempre un'esperienza personale, che le frasi fatte tipo "sono solo capelli" possono scivolare dietro le spalle o ferire, l'importante è sempre combattere con le armi che abbiamo anche dentro di noi.

I miei capelli

Alopecia da chemioterapia Per me perdere i capelli è stato doloroso in un modo indescrivibile!

Un evento che si sommava a tutti gli altri e che per me aveva un peso enorme…ho sempre identificato la malattia in questo evento! Quando mi dicevano "ma che te ne frega poi ricrescono" era un rinnovarsi di quel dolore che avevo provato quando mi hanno rasato! 

So che la cosa importante era la salute e "tirarci fuori la pelle" ma la perdita dei capelli erano un peso grande che si aggiungeva! 

Da settembre ho ricominciato la chemio e sto usando il casco… sono felice perché per adesso ho ancora i miei capelli in testa!!! 

Ognuno gli da un peso diverso e ognuno fa bene a viverla in un modo o in un altro 😊

Lucia

 

Chemioterapia e caduta delle sopracciglia: come disegnare le sopracciglia step by step

Durante la chemioterapia e la radioterapia uno degli effetti collaterali più ricorrenti è la caduta dei capelli, spesso seguita dalla caduta delle sopracciglia. Di conseguenza, l’assenza delle sopracciglia è molto più visibile e significativa poiché modifica totalmente l’equilibrio del viso.

Le sopracciglia sono la cornice dello sguardo, senza di esse ci si sente delle aliene, la fronte sembra troppo ampia e l’occhio appare spesso infossato.

Esistono delle soluzioni temporanee o semi-permanenti per porvi rimedio.

CONSIGLI PER DISEGNARE UN SOPRACCIGLIO:
Che siano molto fini o inesistenti, utilizzate una matita per sopracciglia di un colore simile alle vostre.
Non tracciate mai una linea netta.

Disegnare sopracciglia Riempite le sopracciglia con tratti fini e leggeri che partono dall’interno verso l’esterno. Se avete conservato in buona parte le sopracciglia, pettinatele delicatamente per unire i peli naturali ai tratti di colore.

Se l’utilizzo della matita vi sembra troppo complicato utilizzate un ombretto per sopracciglia. Utilizzate un pennello in setole naturali abbastanza morbide, poi applicate l’ombretto con piccoli colpi dall’interno verso l’esterno per un risultato molto naturale.Le sopracciglia devono essere più spesse al centro e man mano che si arriva all’esterno più sottili, se i peli ci sono, m a si sono diradati, potete procedere con la tecnica del riempimento, la quale consiste nel colorare la pelle là dove i peli sono più radi o le sopracciglia presentano un vuoto.

Se sono del tutto assenti, invece, si procede con la ricostruzione, disegnando dei tratti che somiglino ai peli.
Vi consiglio di guardarvi spesso, allontanandovi dallo specchio di tanto in tanto, per controllare la simmetria.

Per ridisegnare le sopracciglia, bisogna tener a mente questi tre punti:
1. Piazzate la matita verticalmente lungo la vostra narice, parallelamente all’angolo interno dell’occhio. Segnate il primo punto a livello della sopracciglia, è da li che inizieremo.
2. Spostate la parte superiore della matita affinché incroci l’esterno della pupilla. In questo punto, disegnate il secondo punto. Questo sarà il punto più alto del sopracciglio e il tratto si assottiglierà sempre di più verso l’esterno.
3. Allineate la vostra matita affinché sia allineata con l’angolo esterno del vostro occhio. Disegnate il terzo punto che marcherà la fine del sopracciglio, alla stessa altezza del primo così da evitare di avere un aria sorpresa o triste.

Stencil sopracciglia Se il trucco con l’ombretto o la matita vi sembrano troppo difficili, non scoraggiatevi esistono dei kit per truccare le sopracciglia che vi aiutano nel dargli la giusta forma, simmetria ed a disegnarle bene(stencil per sopracciglia).
Evitate l’utilizzo di sopracciglia e ciglia finte poiché la colla potrebbe creare delle irritazioni.

Infine un'altra possibilità è quella del trucco(o tatuaggio) semipermanente, di cui parleremo in un'altra pillola.

Importante però resta ricordare che questi disagi e cambia,enti del corpo sono momentanei e reversibili.

Vi segnaliamo alcuni esempi di prodotti adatti: Trucchi bionike, Neve cosmetics, Purobio
 

Mani e piedi in chemioterapia

Le mani e i piedi subiscono spesso la tossicità cutanea provocata dalla terapia oncologica che può creare danni sia al livello ungueale che al livello della pelle del palmo delle mani e della pianta dei piedi, causando spesso lesioni e inspessimenti a volte invalidanti. Se però si riesce ad intervenire preventivamente, dal momento della diagnosi, tali fastidi si riducono notevolmente.

Mani e piedi chemioterapia In questa pillola di estetica oncologica analizzeremo tali effetti e daremo suggerimenti come porvi rimedio con trattamenti che hanno lo scopo di migliorare la qualità della vita durante la terapia antitumorale.

Le mani e i piedi sono fra i nostri organi più usati e visibili, e il loro stato determina la nostra autonomia funzionale e l’immagine che gli altri hanno di noi. Purtroppo, a dispetto della loro crescente efficacia antitumorale, chemioradioterapie spesso causano a questi organi danni serissimi.
La tossicità da terapia oncologica sulle unghie può provocare macchie scure, granulomi, fessurazioni,
micosi; il danno al letto ungueale può addirittura essere causa della caduta delle unghie. 
La pelle delle mani e dei piedi può invece essere soggetta a secchezza in superficie e in profondità, arrossamenti, desquazione, tagli, ragadi e fessurazioni; alle estremità possono presentarsi dermatiti irritative e dolorose. Tutta questa sintomatologia viene definita in campo medico come Sindrome mano-piede o meglio Eritrodisestesia palmo- plantare (EPP).

È dunque molto importante intraprendere i giusti passi sin dall’inizio della terapia oncologica, per allontanare nel tempo la comparsa delle lesioni cutanee che al loro apparire necessiteranno dell’intervento medico e farmacologico.

Cura delle unghie:

Un check-up estetico personalizzato condotto da un’Operatrice di Estetica Oncologica è da preferire al “fai-da-te”, perché una persona specializzata effettua regolarmente manicure e pedicure senza traumatizzare le zone già fragilizzate dalla terapia oncologica e sa consigliare i prodotti specifici di autocura domiciliare. Per esempio, il colore scuro delle unghie, dovuto ad un deposito di melanina, può essere attenuato con specifici maniluvi o altre metodologie estetiche che devono essere valutati e personalizzati.

Detergere la pelle di piedi e mani:

È molto importante farlo con prodotti contenenti lipidi dermoaffini e dermosolubili, come latte e oli detergenti; evitare saponi, tensioattivi e schiumogeni; usare acqua non troppo calda né troppo fredda.

Prevenire e lenire le irritazioni e gli arrossamenti cutanei è possibile con prodotti specifici con attivi naturali ad azione disarrossante, lenitiva e calmante certificata (calendula, aloe, pantenolo, vitamina E); è importante applicare almeno due volte al giorno un’emulsione di facile stendibilità e priva di profumi, coloranti e componenti allergizzanti.