cure-intermedie-lungodegenza

Congedo per Cure

cure-intermedie-lungodegenzaPer gli invalidi a cui sia stata riconosciuta una "permanente riduzione della capacità lavorativa" viene riconosciuto il diritto al congedo per cure.

Questo congedo è purtroppo quasi sconosciuto pertanto sono veramente poche le persone che ne usufruiscono ma è un diritto dei lavoratori dipendenti(in base al CCNL di riferimento) che siano sottoposti ad una terapia continuativa per la patologia invalidante.

Alcuni tipi di terapie, come la chemioterapia, sono considerate "salva vita" perrtanto al lavoratore viene riconosciuto il diritto ogni anno di avere 30 giorni di congedo da chiedere a intervallo libero, per effettuare le cure senza che queste vadano a sommarsi ai giorni di malattia ordinaria.

L'importanza è appunto quella di dare al malato la possibilità di curarsi senza che i giorni di terapia vadano a sommarsi a quelli di malattia oltre i quali è previsto il "licenziamento per malattia".

Per i dettagli della domanda e i requisiti necessari potete consultare l'apposita pagina nella sezione "I nostri diritti" oppure cliccare qui.

 

cure-intermedie-lungodegenza

Secondo Appuntamento con l’Estetista Oncologica

Senza titolo-1Domani 10 Gennaio 2018 dalle 10:00 alle 13:00 ci sarà il secondo appuntamento con la nostra Estetista Oncologica.

 Veronica vi aspetta al quarto piano dell'ospedale di Portoferraio per consulenze gratuite su tutto ciò che riguarda l'estetica durante quel momento particolare che è la chemioterapia.

 

cure-intermedie-lungodegenza

Parte il progetto Estetista Oncologica

Senza titolo-1
Mercoledi 20 dicembre dalle 10:00 alle 13:00  e poi da gennaio per due volte al mese, sarà presente in reparto la nostra Estetista Oncologica. La nostra Veronica, darà consulenze gratuite in base alle problematiche, alla terapia e alle abitudini per far sentire ognuno un po' più se stesso consigliando trattamenti estetici complementari, sicuri e ben tollerati, studiati su misura per ogni singolo paziente tenendo conto della sua personale storia clinica.

Per maggiori info visita la pagina di riferimento cliccando qui

cure-intermedie-lungodegenza

L’estetista oncologica

WhatsApp Image 2017-11-26 at 09.38.18-2Può sembrare strano ma prima ancora dell'incertezza di quello che la malattia comporterà, sono i cambiamenti a livello fisico a spaventare. Cambiamenti che si riflettono sulla percezione di sé e sulla vita sociale del paziente con ripercussioni importanti sullo stato psico-fisico e sulla sua capacità di reagire alla malattia.

Per questo negli ultimi anni, accanto a terapie oncologiche sempre più evolute, si sono fatti strada i cosiddetti trattamenti estetici complementari, con l’obiettivo di aiutare le pazienti ad
affrontare la malattia alleviandone per quanto possibile i disagi e migliorando la qualità della loro vita.

Così ecco che arriviamo al nostro nuovo progettol'Estetista OncologicaL'obiettivo è garantire una migliore qualità della vita alle pazienti e aiutarle ad affrontare le conseguenze che le terapie hanno sul loro corpo e sulla loro immagine.

Finalmente questa figura professionale, in grado di seguirci passo passo dal punto di vista estetico per non farci maidimenticare chi siamo, ha un volto ed è la nostra Veronica che dal 20 dicembre sarà presente in reparto due volte al mese. Veronica, estetista oncologica qualificata, darà consulenze gratuite in base alle problematiche, alla terapia e alle abitudini per far sentire ognuno un po' più se stesso consigliando trattamenti estetici complementarisicuri e ben tollerati, studiati su misura per ogni singolo paziente tenendo conto della sua personale storia clinica.

cure-intermedie-lungodegenza

Ciao Lucia

Le-più-belle-ed-emozionanti-frasi-sullamicizia-e-da-dedicare-al-migliore-amico-1Quella mattina non avevo tanta voglia di parlare, dovevo iniziare per la seconda volta una sezione chemioterapica: il mostro si era ripresentato.

La mia testa era piena di pensieri e di domande. Nella stanza mi indicano una poltrona vuota, le altre erano già occupate da altri pazienti, ognuno racchiuso nei propri pensieri

Mi siedo e la mia attenzione viene attratta da una distinta ed elegante signora che stava ricamando a punto a croce…il tuo sguardo e la tua voce rassicurante mi hanno fatto dimenticare per qualche ora il motivo del nostro incontro.

La prima chemio era fatta, le nostre chiacchiere, a cui si erano uniti presto anche gli altri, ci avevano accompagnato fino all'ora in cui, finita la terapia i nostri cari ci sono venuti a prendere per riportarci a casa.

". . . Alla prossima,era meglio se ci fossimo incontrate in Calata,ma importante è avere pazienza e tutto passerà.. . . "

Ciao Carmelina (Lucia)  heart

cure-intermedie-lungodegenza

La storia di Elena

imageHo 48 anni e sono una di quelle donne su otto che si ammalano oggi in Italia di cancro al seno. Il cancro è  una battaglia difficile dalla quale si può uscire vincitori ma mai più uguali a prima.

Dopo la diagnosi sembra di precipitare in un vortice fatto di analisi, visite, esami e prima ancora di capire cosa sta accadendo vengo operata, e poi dopo 28 giorni una seconda operazione per asportare tutti i linfonodi. Poi la chemioterapia, la radioterapia, l'ormonoterapia e l'induzione alla menopausa visto che è ormonerecettivo.

Sono passati quattro anni e apparentemente, per l'amore che ho per tutta la mia famiglia, sono tornata alla normalità. I miei cancer- versari si sono mischiati ad altri avvenimenti, alcuni dei quali tremendi: alcune mie "compagne di viaggio" diventate amiche speciali, se ne sono andate, stroncate da questo mostro, e la loro partenza mi ha mandato in pezzi, mi ha fatto sentire ingiustamente graziata.

Sento che questi quattro anni di cure hanno accelerato il mio invecchiamento. A 44 anni ero nel pieno della forma, della  forza fisica e mentale che non ho più ritrovato.

Principalmente non ho più ritrovato l'energia e l'entusiasmo che avevo e che ho esaurito in questa lotta, per non mollare nei confronti del male, per arrivare a questo traguardo.

E c'è una cosa che non mi abbandonerà più e che prima non conoscevo: la paura. La paura che torni.

 

Elena

cure-intermedie-lungodegenza

L’anniversario di un traguardo

IMG_1333I ricordi anche quelli meno belli fanno parte del nostro cammino. Questa foto rappresenta uno di quelli.

Dopo mesi di terapie e la caduta dei capelli, vederli ricrescere ti dà tanta forza in più, poterli toccare e dopo poco arrivare ad asciugarli è una bellissima sensazione, un passo molto importante verso il traguardo

È passato un anno e li ho tagliati due volte per il mio nuovo look

Certo la guerra non è ancora finita, ma non ho mao perso la speranza e la voglia di farcela.

Un abbraccio a tutti!
 

Cristina B.

cure-intermedie-lungodegenza

Cosa resta dopo il cancro

fatigue-paziente-oncologicoCombattere contro il cancro è possibile!

Superare gli effetti collaterali visibili tipo l'ammalarsi delle unghie, la perdita di capelli e ciglia, il gonfiore, il degrado fisico, è molto faticoso ma ci si può fare con tempo e pazienza.

Il problema è far capire a chi è sano quel senso di stanchezza costante che ti attanaglia, quella che è stata definita dai medici "fatigue" ma che purtroppo non viene fino ad oggi riconosciuta nell'ambito lavorativo.

Tutti si prodigano per trovare la cura per il male del secolo ma nessuno si occupa poi di chi, fortunatamente, riesce a sopravvivere e vorrebbe riprendere la propria vita da dove si è fermata.

Io sono una donna separata con una figlia e il mio lavoro è  l'assistente alla vendita. Questo mi costringe a turni stressanti da passare in piedi e spesso a giorni di riposo a cui rinunciare in alcuni periodi dell'anno, ma dopo la scoperta della malattia, l'operazione, la chemioterapia, la radioterapia, le cose per me sono cambiate.

Ho dovuto richiedere un part-time per riuscire a svolgere adeguatamente il mio lavoro perché la mia capacità fisica non riesce più ad essere quella di prima.

Naturalmente potete immaginare le conseguenze psicologiche e soprattutto economiche dovute a questo cambiamento.

Quei famosi posti riservati a chi ha un'invalidità permanente del 100% in realtà esistono ma se non si tiene conto delle limitazioni che effettivamente restano per chi è guarito dal cancro, è sopravvissuto ma non sarà più lo stesso, allora anche questo aiuto non è veramente adeguato perchè non tiene conto in senso globale della realtà che vive chi ha battuto un percorso di cure dilanianti ed ha vinto una vita che però non è più quella di prima.

Ad oggi mi chiedo perché uno Stato che fa di tutto per non farti morire di malattia, poi ti abbandona nel quotidiano?

Perché non si fa qualcosa per riconoscere anche questa come invalidità?

 

 

cure-intermedie-lungodegenza

L’Interruttore del Dolore

firenze_torregall_inaugurazione_risonanza_magnetica_marroni3

Capita.

Si spera che non capiti mai ma …capita.

A volte ci si ritrova a entrare in un tubo di Risonanza Magnetica e il nostro piccolo cervello gira a mille.

Pensi a cose che non avresti mai pensato se non ci fosse stato il Tubopreghi, e magari non hai mai pregato DAVVERO in vita tua, e ti vedi DAVVERO scorrere visi, volti e occasioni che dovevi sfruttare meglio, che dovevi salutare di piu' , che dovevi abbracciare o baciare prima che partissero…ti riprometti di farlo, preghi di averne il tempo, l'occasione, ti riprometti un infinita' di cose appena esci dal Tubo, qualsiasi sia il responso, perche' la paura ti fa vedere un unica diagnosi e ti fa vedere una sola strada

Poi come per magia, con una semplicita' che non credevi possibile, il dottore con sguardo tranquillo , come se bevesse un caffe' o guardasse Zelig, ti dice : " tutto a posto", con un tono che sembra seguire un monito " era inutile fare tanto casino e preoccuparsi cosi' , visto? " e quando esci ringrazi, saluti, e fuori degli scalini dell'ospedale non sei per nulla cambiato, sei quello di prima che ha vinto la lotteria senza averci neanche giocato…non fai le mille telefonate che ti eri ripromesso, non vai negli ospizi a aiutare la gente, non ti travesti da Babbo Natale per far contenti chi il natale non l'hai mai festeggiato…al massimo , stancamente, fai qualche donazione per posta , non tanto alta da adottare qualche bimbo ma neanche tanto bassa per pulirti la coscienza…poi esci con gli amici, festeggi come se non ci fosse un domani ma invece il domani c'è, anche se con un bel mal di testa, ma c'è ….e ti scordi che per tanti il domani davvero non c'è…ti scordi che per tanti ogni giorno è un domani che è un tesoro prezioso che piano piano viene a mancare….ci sei passato vicino, al precipizio, l'hai visto, l'hai visto negli occhi di tua madre che guardava dritta nei tuoi sperando di cogliere un segno di salute, hai visto i letti, sei passato vicino a quel signore che sta curvo su gambe malferme e che sa gia' la diagnosi mensile che ricevera'….hai visto anche quella fidanzata che porta la carrozzella con il suo uomo e cerca di farlo ridere, e hai visto perfino quella bellissima bimba con la madre che cerca di nascondere le lacrime …ma soprattutto quella ragazza, circa venti anni…che ti pare impossibile possa avere avuto una diagnosi diversa dalla tua…lei cosi' bella, cosi' perfetta, lentiggini, occhi verdi come il mare…alta, capelli mossi dal vento…ma no dai, si so sbagliati, sono io che sto male, cosi' bruttino e cicciotto, mica lei …e invece no…lo capisci quando dopo una settimana vai svogliatamente a fare il controllo ben sapendo che stai bene, che sei quasi guarito, e la vedi arrivare dopo di te sulla maledetta sedia , e nello sguardo capisci che lei l'interruttore del dolore non lo puo' spengere. Non ci arriva da sola a farlo, e gli altri , neanche quelli alti due metri, possono spengerlo al posto suo…..La fai passare, cerchi il tuo sorriso migliore, ma sai che è anche peggio, è inutile fingere che vada tutto bene con chi non sa piu' che voglia dire il bene….e ti senti piccolo, molto piu' piccolo di quando eri nel tubo e sentivi il tuo cuore battere.

Ricordiamoci di chi non puo' spengere mai l'interruttore…per non farlo rimanere in mezzo a troppe luci di sale operatorie, abbaglianti, ma anche per non farli mai rimanere al buio.

Siamo noi gli interruttori del dolore…nostro e degli altri.

Cerchiamo di accenderci sempre. 

Mauro M.